Ultimo match della Trapani Shark in Serie AFoto: YouTube LBA, trapanisi.it

Trapani ufficialmente esclusa dal campionato di Serie A

La decisione di FIP e Lega sulla decisione di escludere il club siciliano dal campionato di LBA non è sicuramente una bella notizia. Se questo esito era senza dubbio atteso e per niente inaspettato, rimane la tristezza di vedere ancora una volta la massima competizione nazionale di pallacanestro “amputata” a campionato in corso.

Non ci vogliamo addentrare in tecnicismi e calcoli, e nemmeno vogliamo parteggiare per l’uno o per l’altro. L’unica cosa che vogliamo sottolineare è l’amarezza di una piazza calorosa che vede sparire la propria squadra. Cosa c’è di peggio? Niente. Il nostro pensiero va a tutti i tifosi trapanesi che hanno visto sgretolarsi, pezzo dopo pezzo, la propria squadra fino a ricevere la triste notizia dell’addio dalla Serie A. Un sentimento a cui nessuno è abituato, una ferita che, anche se si rimarginerà col tempo, lascerà un segno indelebile nel cuore.

A rammaricarsi non sono soltanto i tifosi granata. A essere delusi sono tutti coloro che amano la pallacanestro e che assistono al verificarsi di situazioni simili, capaci di danneggiare l’intero movimento. C’è bisogno di un cambio di passo, di maggiore attenzione e di controlli più efficaci, per evitare che episodi del genere si ripetano in futuro. Chiudere il campionato in 15, dopo essere partiti in 16, favorirà inevitabilmente qualcuno, considerando che la zona retrocessione si riduce a un solo posto. Resta però la convinzione che allenatori, giocatori e club preferiscano conquistarsi la salvezza sul campo, piuttosto che ottenerla per fattori esterni. Quanto sta accadendo, infatti, ha poco a che fare con la pallacanestro, almeno con quella giocata.

La speranza è che questa vicenda non venga archiviata come una semplice parentesi negativa, ma che diventi uno spunto di riflessione profondo per tutto il movimento: perché il rispetto per lo sport, per chi lo vive e per chi lo ama, passa anche dalla capacità di prevenire certe situazioni e di tutelare la credibilità del campionato. Solo così la pallacanestro italiana potrà tornare a essere protagonista per ciò che accade sul parquet, e non per ciò che lo circonda.